Hortus Animae

INTERVISTA ESCLUSIVA AGLI HORTUS ANIMAE SU ROCK HARD ITALIA

RH 2014

Non perdetevi il numero di Settembre di Rock Hard Italia, con un’intervista esclusiva a Martyr Lucifer, Hypnos e Bless nella sezione Inferno Rock. www.rockharditaly.com Di seguto la versione uncut dell’intervista:

MARTYR LUCIFER, HYPNOS & BLESS (HORTUS ANIMAE)

Come mai nel 2006 avete deciso di sciogliervi?
(Martyr Lucifer) Dunque, in realtà non avevamo proprio deciso di scioglierci. In seguito alla pubblicazione di “The Blow of Furious Winds” nel 2005, ognuno di noi è rimasto preso dalle proprie vicissitudini personali, impegni lavorativi, situazioni familiari, cambiamenti in vista, Grom s’era trasferito nella terra a stelle e strisce, ecc. e quindi la cosa è avvenuta un po’ da sé. Facevamo le prove sempre più raramente fino ad arrivare al 2006 dove era diventato chiaro che non avremmo, almeno per il momento, fatto nuova musica assieme ne suonato dal vivo.
(Hypnos) A causa di una serie di ostacoli. Un po’ legati al music biz un po’ fermo, ma soprattutto alle necessità lavorative ed alcune difficoltà finanziarie. Per 3 anni ho praticamente smesso di suonare.

Che cosa vi ha spinto a riformare la band?
(Martyr Lucifer)
Beh, diciamo che anche se ognuno di noi s’era imbarcato in diversi progetti musicali personali, anche molto distanti dal sound di Hortus Animae, ma a volte anche proprio lontani dal metal, la voglia di fare musica assieme è sempre rimasta in noi latente e pulsante. E così, complice anche il successo a livello di critica e pubblico della compilation “Funeral Nation MMXII”(è stato bello vedere che i nostri fan non c’hanno mai dimenticato neanche dopo anni di silenzio), nel 2012 abbiamo incominciato a vederci un po’ più spesso, per firmare dischi, ecc. ed abbiamo incominciato a parlare di un possibile nuovo album. Anche Grom mi mandava mail dagli USA a riguardo, l’entusiasmo c’era da parte di tutti, una rinnovata e genuina voglia di suonare la musica degli Hortus Animae è riapparsa prepotentemente in noi, e da lì in poi è stato tutto molto facile.
(Hypnos) La voglia di suonare ancora insieme e il rispetto nei confronti di noi come musicisti e di quello che era stato fatto.

Che cosa ricordate dei vostri esordi oltre 15 anni fa?
(Martyr Lucifer)
Ricordo come eravamo esaltati e felici per le uscite dei primi dischi! Non è che ora non lo siamo, però sai, cose tipo avere un tuo lavoro tra le mani, anche sul piano fisico, come un CD. Poi prodotto professionalmente e distribuito, trovarlo nei negozi, leggerne le recensioni. E’ ovviamente una sensazione indescrivibile, era elettrizzante!
(Bless) Il nostro primo contratto me l’ero stampato e appeso in camera tipo poster.
(Martyr Lucifer) I primi live, i primi fans e il loro supporto che ci faceva andare avanti ancora di più. Tantissime idee che ci frullavano per la testa nello stesso momento ed a velocità incredibile! E le volevamo usare tutte e subito! Questo naturalmente per via dell’entusiasmo di gioventù, poi brano dopo brano, album dopo album, abbiamo imparato a focalizzare le nostre idee ed ispirazioni in maniera più precisa e distintiva, anche se questo rimane un aspetto per il quale siamo sempre stati criticati ma anche molto apprezzati. Volevamo fare musica senza barriere, in sostanza. In parte ci siamo riusciti, spesso siamo andati molto vicino al risultato. Con “Secular Music” abbiamo fatto un ulteriore passo in questa direzione. Infatti siamo ancora così anche oggi, solo che con un po’ di esperienza in più, ed ancora più open-minded a livello musicale, per qualcuno sarà un pregio, per qualcuno un difetto – per noi è solo un dato di fatto regalatoci da questi 15 meravigliosi anni.
(Hypnos) Io ero timido e impacciato, ma con una gran voglia di fare e sperimentare, visto che quasi neanche conoscevo il genere, dato che al tempo ero più legato al thrash, al rock e all’heavy, poi con gli Hortus i miei orizzonti hanno cominciato ad espandersi. Dopo i primi live, dove prendevo confidenza con i brani già scritti, cominciavo a dare il mio contributo alla stesura dei pezzi nuovi per non parlare poi delle prime esperienze in studio di registrazione. A dire il vero questa cosa non è cambiata affatto, perché ogni volta che andiamo in studio mi sembra di entrare come un bambino nel paese dei balocchi.

Quanto siete cambiati negli anni dal vostro punto di vista?
(Martyr Lucifer)
Credo di avere in parte già risposto nella domanda precedente, cioè abbiamo ora maggiore esperienza alle spalle, esperienza non solo in ambito di metal estremo, ma anche in tanti altri generi , più o meno anche lontani dal metal. Personalmente posso anche dire che come ogni persona ho intrapreso il mio cammino nella vita, non solo musicale e sono cresciuto, non so se dire spiritualmente, o definirlo più come apertura mentale verso non solo svariate filosofie, ma anche verso il mondo più terreno. Per non dilungarmi troppo mi fermo qua, perché su questo argomento c’è tanto di me nei testi, se qualcuno dovesse interessarsi.
(Hypnos) Penso che tutte le esperienze siano formative, e penso anche di averne fatte un’infinità in questi 15 anni. Musicalmente ho cercato di suonare più generi possibile, anche piuttosto distanti dal metal. Sul lato personale, credo di essere diventato col tempo molto più diplomatico.

Come è nato “Secular Music”? Che cosa ha guidato la vostra ispirazione questa volta?
(Martyr Lucifer)
Prima di tutto, essendo il nostro album di ritorno, esso ha rappresentato per noi anche una responsabilità in più. Però, sinceramente, non è stato un peso. Quando abbiamo iniziato a lavorarci non avevamo esattamente in testa un risultato già finito. Al contrario questo album riff dopo riff, melodia dopo la melodia, ci ha guidati esso stesso verso la soluzione finale. Le parole una dopo l’altra hanno completato il quadro lirico. Ovviamente eravamo ispirati, come può esistere artista senza una musa? Però è difficile nominare solo una cosa. L’album è vario musicalmente ma anche liricamente, pur mantenendo una sottile linea guida, che magari farei meglio a spiegare. Tutti i brani ruotano intorno al concetto di apocalisse. Ma in senso molto vasto, andandone a scandagliare svariate prospettive, per qualcuno l’apocalisse può rappresentare una totale distruzione, per qualcuno una rinascita, un’elevazione a livello spirituale, ecc ecc.
(Hypnos) E’ stato un lavoro d’equipe a distanza, perché mentre Martyr scriveva e ci inviava i suoi riff, io e Bless ci vedevamo per incidere le pre-produzioni delle nostre idee. A volta capitava che io avessi già delle parti ben chiare in testa, altre volte improvvisavamo partendo dal feeling evocato dai working title dei pezzi, poi procedevamo con gli arrangiamenti e le stesure complete.

Come mai la scelta di realizzare una cover di “Aqualung” dei Jethro Tull? Non temete che i puristi storceranno il naso?
(Martyr Lucifer)
Beh, non ci siamo mai preoccupati di questo genere di reazioni, fin da quando abbiamo eseguito l’atto blasfemo di mettere le tastiere in “Freezing Moon” ahahahahah
No, è un omaggio ad una delle nostre band preferite, un omaggio molto sentito e rispettoso, a nostro modo, così come è stato per “The Fairy Feller’s Master-Stroke / Nevermore” dei Queen. Noi adoriamo il prog anni 70, questo lo si può sentire tantissimo anche nella musica degli Hortus. Ovviamente quando decidiamo di fare una cover, la facciamo a modo nostro, rispettosamente e nel miglior modo possibile ma mantenendo le caratteristiche della nostra musica. Per il resto, poi, ci auguriamo che il risultato piaccia, noi ci siamo divertiti esageratamente!
(Hypnos) E’ un pezzo che noi tutti amiamo molto e non penso ad uno scontro coi puristi, perché è un brano così bello. Poi, a parte l’assolo di chitarra, ci siamo attenuti piuttosto fedelmente al mood originale. Poi chi ci segue lo sa che non possiamo essere rinchiusi in una cerchia di purismo.
(Bless) Inoltre penso che oggi i fan del metal estremo siano molto più “educati” alle sperimentazioni e contaminazioni. Gruppi come Ulver o Enslaved hanno contribuito non poco alla formazione di una nuova generazione di ascoltatori a 360°. Penso che apprezzeranno.

Quali sono i brani del nuovo album che secondo voi rappresentano meglio gli Hortus Animae del 2014?
(Martyr Lucifer)
Non so, personalmente voterei per “The Poison of the Naga” e “At the End of Doosmday”, sono due brani molto vari e dai risvolti inaspettati che danno un bel quadro generale del nuovo disco che, pur essendo molto vario, è anche più focalizzato rispetto ai dischi passati, omogeneo ed eterogeneo allo stesso tempo, se questa è una cosa possibile, quindi bene o male ogni brano ci fotografa perfettamente in questa nuova incarnazione.
(Hypnos) Beh, a mio avviso l’album è tutto molto rappresentativo, ma se proprio devo menzionare dei titoli, direi Chamber of Endless Nightmares, At the End of Doomsday e Blood of the Earth.
Chamber – a questo brano sono molto legato perché è il frutto di una bellissima collaborazione fra me e Bless. La song è nata quasi per caso ed ha preso forma proprio dall’assolo iniziale e dal suo arrangiamento, dal quale sono poi nati tutti i riff successivi. In più il chorus è veramente molto cantabile, e nel nostro genere è una cosa piuttosto rara.
Doomsday – brano triplice dal quale è estratto il video, quindi anche questo è molto ben strutturato per dare uno specchio delle sfaccettature della band e sul mood estremo che la contraddistingue. Il crescendo finale mi esalta nel suo caos controllato.
Blood – questo brano è stata una sfida, scritto esclusivamente da Martyr, mi ha stimolato ad interpretare meglio il suo concept musicale. In particolare l’assolo finale con il suo riff totalmente progressive, mi ha portato a sfruttare un lirismo totalmente fuori dai miei schemi.
Gli Hortus sono delle entità ben distinte che si spingono l’un l’altro oltre i propri limiti.
(Bless) Penso che ciascun brano ci fotografi in modo diverso, ma credo che i due brani che “incorniciano” l’album (ovvero God and His Disgusting Children e Chamber of Endless Nightmare) siano la perfetta sintesi fra passato e presente degli Hortus.

Ci sarà occasione di vedervi in azione dal vivo? Se sì, che tipo di spettacolo proporrete?
(Martyr Lucifer)
Sì, ci stiamo preparando seriamente per i live. Ovviamente sullo spettacolo non posso dire molto, per evitare spoiler! Però spero che riusciremo a stupire l’audience.
(Bless) Ritengo che l’aspetto live sia sempre stato il nostro tallone d’Achille, perché abbiamo suonato poco dal vivo. Quello che invece stiamo cercando di fare ora è di preparare uno show curato nei minimi particolari, preciso ma assolutamente d’impatto, che non lasci indifferenti.

Qual è la vostra opinione sui cambiamenti che ha vissuto il music business e più in particolare la scena estrema negli ultimi anni? Qual è il futuro della musica secondo voi?
(Martyr Lucifer)
Mi ricollegherei alla domanda di prima quando mi chiedevi com’era 15 anni fa, il music business godeva certamente di una salute migliore. Ora con l’avvento del digitale si vendono meno dischi in formato fisico, ma parliamoci chiaro, onestamente a me non piace, io voglio avere fra le mani un CD o ancora meglio un vinile, un libretto da sfogliare ecc. ecc. Poi c’è da dire che con l’era digitale è sopraggiunto anche il fenomeno dei download illegali, questo lo sappiamo tutti. Insomma, non so se suona strano, ma penso che per il music business la migliore alternativa siano proprio i vinili – ritorno al futuro praticamente! Ovviamente dentro un vinile dovrebbe esserci un codice per scaricare gli mp3 del disco, ma così almeno abbiamo tra le mani un bel prodotto con un suono strepitoso, con artwork e tutto quanto, più la possibilità di ascoltare il disco su qualsiasi supporto digitale che uno si può immaginare. E per incentivare la gente a comprare un supporto fisico + digitale ci si aspetta che anche un artista voglia migliorare la qualità del suo prodotto, ma confido anche nella buona fede della gente che possa capire che fare musica o qualunque altro tipo d’arte è un lavoro come un altro, e non può essere rubato.
Per quanto riguarda il metal estremo, mi sembra che tutto sommato stia ancora godendo di ottima salute, anche un gruppo oltranzista come i Marduk ha saputo rinnovarsi, il nuovo Mayhem spacca, ecc. Ci sono molte più band dedite alla sperimentazione, insomma credo che tanta buona musica sia lì ad attenderci al varco.
(Bless) Personalmente vedo il futuro della musica un po’ come il futuro dell’editoria: accesso semplificato digitale per tutti e possesso del supporto fisico sempre più elitario per i veri appassionati. Non credo ci sia molto da fare per cambiare questo.

Avete in programma di pubblicare il disco anche in vinile, visto il ritorno di interesse per questo formato?
(Martyr Lucifer)
Immagino si possa intuire dalla risposta precedente ahah
Sì sì, a noi piace il vinile molto e rimane a tutt’oggi un nostro pallino, dato che i nostri precedenti album non ne hanno mai avuto l’onore. La nostra intenzione c’è sicuramente, ma dipende se si creano le condizioni e non da noi, lo speriamo vivamente!